Poiché si tratta di rilevamenti fatti da Invalsi attraverso stupidi test a crocette – questo va detto – e mettici anche il retropensiero di Valditara che deve giustificare il nulla del suo tonitruante ministero dell’istruzione e del merito e i tagli alla scuola pubblica, la tesi è: una classe più numerosa impara di più. Che sembra naturale, che in una classe numerosa, in una classe pollaio, i test invalsi riescono meglio perché è più facile copiare quando si è tutti vicini, è il succo del cooperative learning dell’invalsipensiero.
PAOLO NORI Dopo poi basta
State bene, 7 luglio 2025
Ultima cosa sul premio Strega (uscita, in forma lievemente diversa, sul Fatto quotidiano di ieri)
L’altro giorno, ero a Roma, pranzavo in un ristorante, un signore seduto a un altro tavolo, aveva finito, si è alzato, è venuto da me, mi ha allungato la mano mi ha detto «Grazie per i suoi libri nei quali ripete sempre le stesse cose».
Che io, gli ho stretto la mano gli ho detto «Ah, ma pensa. Prego».
Ero un po’ spiazzato perché è vero, che nei miei libri ripeto sempre le stesse cose Continua a leggere “PAOLO NORI Dopo poi basta”
Nonostante
I rapporti tra Italia ed Egitto nel 2026 si confermano strategici e in forte crescita, trainati da una solida partnership economica ed energetica (con investimenti ENI in Egitto, Libia e Algeria per circa 8 miliardi di euro previsti), nonostante…
Così si esprime l’intelligenza artificiale, dopo dieci anni di #VeritàPerGiulio
EMANUELA BANDINI Questa scuola non è on demand
Le parole e le cose, 17 novembre 2025
La tornata di consigli di classe di ottobre-novembre è quella in cui vengono discusse e approvate, con la presenza dei rappresentanti dei genitori e, nelle scuole del II grado, dei rappresentanti degli studenti, le attività progettuali, le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione: tutto ciò che una volta si chiamava “attività extracurricolari”.
Continua a leggere “EMANUELA BANDINI Questa scuola non è on demand”Ceausescu
Il vecchio conducator accecato credette di poter addomesticare la folla che si ammassava sotto il palazzo. Comparve al suo balcone e cominciò ad arringarla. Dalla folla si alzarono grida furibonde, che diventarono assordanti. Otto minuti: la televisione di Stato che trasmetteva in diretta inquadrò il volto terreo di Ceausescu che aveva smesso di parlare e sembrava sprofondare. Durò poco, moltissimo. Tutti lessero su quella faccia la parola fine. Poi la televisione interruppe il collegamento.
Fu la prima rivoluzione della storia realizzata con un Fermo immagine.
Adriano Sofri, introduzione a Herta Miller, Lo sguardo estraneo
DANTE Le dolci rime d’amor ch’i’ solia
«Convivio», 4
Le dolci rime d’amor ch’i’ solia
cercar ne’ miei penseri,
convien ch’io lasci; non perch’io non speri
ad esse ritornare,
ma perché li atti disdegnosi e feri
che nella donna mia
sono appariti, m’han chiusa la via
dell’usato parlare.
E poi che tempo mi par d’aspettare,
diporrò giù lo mio soave stile
ch’i’ ho tenuto nel trattar d’amore Continua a leggere “DANTE Le dolci rime d’amor ch’i’ solia”
OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ Lettera aperta al Ministro Valditara a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni
OsservatorioNOMS, 16 gennaio 2026
Gentile ministro Giuseppe Valditara,
L’Educazione Civica, secondo le linee guida, «favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo». Tutti obiettivi che, a nostro avviso, dovrebbero sempre caratterizzare i processi educativi. Non a caso la nostra Costituzione (art. 33) mette al centro la libertà di insegnamento per garantire la formazione di cittadine/i libere/i e consapevoli.
Continua a leggere “OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ Lettera aperta al Ministro Valditara a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni”HANS CHRISTIAN ANDERSEN Il bucaneve
Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve.
Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e bussò.
“Avanti!” disse il fiore.
“Non posso” rispose il raggio “non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.”
“Quando verrà l’estate?” chiese il fiore Continua a leggere “HANS CHRISTIAN ANDERSEN Il bucaneve”
VALENTINA PETRI «Formazione» senza cultura?
La nostra scuola, 21 settembre 2025
Guardo i titoli dei corsi di formazione per docenti e mi viene lo sconforto. Metodologie didattiche, intelligenza artificiale, agenda 2030, cose in inglese che non so cosa sono… Tutto bello, nobile e necessario. Li faccio, giuro.
Ma io vorrei studiare. Io vorrei tornare ad ascoltare delle belle lezioni come quando ero all’università. Io vorrei essere obbligata a sentire non gente che mi dice come dovrei insegnare, ma gente che mi spiega cose che non ho mai approfondito, aspetti di un’opera, autori che nel mio percorso ho incontrato solo per quel tanto che bastava. Vorrei studiare di nuovo, con calma e profondamente, le Operette morali, anche quelle che non mi ricordo più, il Paradiso, anche quei canti che a furia di non farli sfumano. Continua a leggere “VALENTINA PETRI «Formazione» senza cultura?”
Pietroburgo
Pietroburgo, che è il posto dove è nato Dmitrij Šostakovič, nel 1906, è una città stranissima, abitata da gente stranissima.
Io ci ho abitato, per un po’, e ci vado appena posso, anche se a me, devo confessare, piace più Mosca, che è il posto dove è morto Dmitrij Šostakovič nel 1975.
Mi piace molto anche Pietroburgo ma preferisco Mosca diversamente dalla mamma di mia figlia, che si chiama Francesca, ma quando scrivo di lei la chiamo Togliatti perché lei è laureata in Storia dell’Unione Sovietica, e perché, un po’ è convinta di essere il migliore Continua a leggere “Pietroburgo”
GIOVANNI PASCOLI Patria
«Myricae» (1903)
Sogno d’un dì d’estate.
Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.
Scendea tra gli olmi il sole
in fascie polverose:
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, róse
due bianche spennellate Continua a leggere “GIOVANNI PASCOLI Patria”